Mongolia Solo

Steppa, vulcani, il Gobi e il cuore spirituale della Mongolia in diciotto giorni, senza l’estremo ovest.

Durata
18 giorni / 17 notti
Periodo migliore
Giu–Set
Alloggi
Campi di gher e hotel
Trasporti
Fuoristrada UAZ, a piedi, cavalli e cammelli facoltativi
Difficoltà
Media: tappe lunghe, camminate facili
Domande su questo viaggio?
Scrivici: ti risponde chi organizza il viaggio. info@example.com
Visti e norme
I cittadini italiani e della maggior parte dei paesi UE possono entrare in Mongolia senza visto per soggiorni fino a 30 giorni. Il passaporto deve avere una validità residua di almeno 6 mesi dall’ingresso. Altre nazionalità: verificare presso l’ambasciata della Mongolia.
Vaccinazioni
Nessuna vaccinazione obbligatoria per la Mongolia.
Viaggiare sicuri
Informazioni aggiornate su sicurezza, salute e documenti di ingresso: Viaggiare Sicuri – Mongolia

Il viaggio

Un viaggio negli spazi aperti della Mongolia: valli sacre, deserto, canyon e monasteri incastonati nella roccia. Da Ulaanbaatar alle colline di granito del Gobi centrale, dalle gole del Gobi meridionale alle dune che cantano di Khongoryn Els, percorriamo centinaia di chilometri su piste sterrate e strade secondarie, dormendo nelle gher tradizionali e vivendo vicino alla natura. Lungo la strada incontriamo famiglie nomadi, visitiamo antichi luoghi di culto e dormiamo in campi di gher sulle rive di laghi vulcanici, tra paesaggi modellati dal vento e dalla storia, dove il colore della terra sembra cambiare a ogni curva. Il viaggio è diviso in tre parti.

Steppa, antiche capitali e montagne sacre. Ulaanbaatar è un primo assaggio del paese, un misto di grattacieli moderni, palazzi sovietici e templi antichi, con il monastero di Gandan e il Palazzo d’Inverno del Bogd Khan. Poi andiamo a ovest attraverso steppe punteggiate da mandrie di cavalli e cammelli fino alle formazioni rocciose del Khogno Khan, dove un piccolo monastero in rovina si nasconde tra le pareti. Kharkhorin, l’antica capitale dell’impero mongolo, conserva il suo fascino: il monastero murato di Erdene Zuu con i suoi 108 stupa, uno dei più importanti del paese, e un museo sulle origini dell’impero. Proseguiamo verso le dune dorate di Elsen Tasarkhai, dove si può fare una breve passeggiata su un cammello battriano, e verso le rive tranquille del lago Ögii. Intorno a Tsetserleg, capoluogo della provincia dell’Arkhangai, visitiamo piccoli templi sulle colline e luoghi sacri come la roccia di Taikhar.

Vulcani, canyon e il cuore nomade della Mongolia. Più a ovest attraversiamo il canyon di Chuluut, scavato nel basalto da antiche eruzioni e noto per il taimen, il grande salmone siberiano. Il paesaggio cambia: colline verdi, canyon profondi, cascate nascoste. Raggiungiamo il Khorgo, un vulcano spento, e il lago Terkhiin Tsagaan, ideale per passeggiate e ore tranquille tra le gher affacciate sull’acqua. Lungo il percorso visitiamo accampamenti di pastori, assistiamo alla preparazione dell’airag, partecipiamo a giochi locali e osserviamo la vita di tutti i giorni nella steppa. Poi scendiamo a sud lungo la valle dell’Orkhon e la sua cascata, con brevi camminate, fino alle sorgenti calde all’aperto di Tsenkher. Nel parco nazionale Khangai Nuruu un breve trek o una cavalcata ci porta al monastero di Tövkhön, nascosto tra boschi e montagne. Le piste si fanno più dure e le distanze più lunghe, ma gli spazi aperti e le notti sotto le stelle ripagano di ogni fatica.

L’airag è il vero sapore della steppa. Poche cose sono legate alla vita nomade come questa bevanda di latte di cavalla fermentato. Si offre a ogni ospite come segno di benvenuto e di rispetto, e si prepara mescolando il latte per ore in un grande recipiente di legno finché fermenta leggermente. Il gusto è acido e forte, e molti al primo sorso non lo amano. Si beve soprattutto d’estate, quando le cavalle allattano i puledri e danno più latte. Condividerne una ciotola nella gher di una famiglia va oltre il gusto: è un piccolo rito, un invito a condividere tempo e racconti. Avremo occasione di assaggiarlo nelle case dei nomadi lungo la strada.

Dal Gobi ai templi dell’est. Nell’ultima parte attraversiamo il centro del paese fino alle rovine del monastero di Ongi, silenziosa memoria della persecuzione religiosa del Novecento. Da lì scendiamo a sud, dove la terra si fa più arida e i colori cambiano. Esploriamo la valle di Yol, con gole strette come il Canyon dell’Aquila e molti rapaci, e saliamo sulle Khongoryn Els, dune che si allungano per oltre 80 km nel Gobi. Visitiamo anche progetti agricoli locali che resistono nel deserto e Bayanzag, le Flaming Cliffs, famose per i loro fossili.

Il viaggio si chiude con la spiritualità mongola al monastero di Khamar e a Shambala, un sito cerimoniale considerato uno dei centri energetici più potenti dell’Asia, con stupa, riti votivi e percorsi simbolici che ci danno il tempo di ripensare alla strada fatta. Rientriamo a Ulaanbaatar per un’ultima giornata dedicata alla città e alla sua vita di oggi.

Quota di partecipazione

Incluso

  • Tutti i pernottamenti
  • Fuoristrada UAZ con autista
  • Guida locale

Non incluso

  • Voli internazionali
  • Assicurazione di viaggio
  • Bevande e mance

Le quote sono indicative e vengono confermate nella scheda tecnica del viaggio. Le prenotazioni fatte meno di 10 giorni prima della partenza possono avere un costo maggiore: te lo comunichiamo al momento dell’iscrizione e, se lo ritieni eccessivo, puoi annullare senza penali.

Giorno per giorno

Giorno 1Arrivo a Ulaanbaatar

Accoglienza in aeroporto e prima serata in città.

Giorno 2Ulaanbaatar

Il monastero di Gandan e il Palazzo d’Inverno del Bogd Khan.

Giorno 3Khogno Khan

Verso ovest nella steppa fino alle colline di granito e a un piccolo monastero in rovina.

Giorno 4Kharkhorin

Erdene Zuu con i suoi 108 stupa e il museo dell’impero mongolo.

Giorno 5Elsen Tasarkhai

Una breve passeggiata in cammello sulle dune.

Giorno 6Il lago Ögii e Tsetserleg

La riva tranquilla del lago, poi i templi sulle colline di Tsetserleg e la roccia di Taikhar.

Giorno 7Il canyon di Chuluut

Un canyon scavato in antiche colate laviche, famoso per il taimen, il grande salmone siberiano.

Giorno 8Khorgo e Terkhiin Tsagaan

Salita sul vulcano spento e passeggiata lungo il lago.

Giorno 9La vita dei pastori

Visita a un accampamento nomade, preparazione dell’airag e giochi locali.

Giorno 10Le sorgenti di Tsenkher

Verso sud fino alle sorgenti calde all’aperto.

Giorno 11La valle dell’Orkhon

Brevi camminate intorno alla cascata.

Giorno 12Il monastero di Tövkhön

Un breve trek o una cavalcata fino al monastero nascosto nei boschi del Khangai.

Giorno 13Ongi

Attraverso il centro del paese fino alle rovine del monastero di Ongi.

Giorno 14La valle di Yol

Gole strette e rapaci.

Giorno 15Khongoryn Els

Salita sulle dune che si estendono per oltre 80 km.

Giorno 16Bayanzag

Le Flaming Cliffs e un progetto agricolo nel deserto.

Giorno 17Khamar e Shambala

Il monastero di Khamar e il sito di Shambala, luogo di pellegrinaggio nel Gobi orientale.

Giorno 18Ulaanbaatar e partenza

Un’ultima giornata in città, poi l’aeroporto.

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