Fine inverno nell’estremo ovest: cacciatori con l’aquila, laghi ghiacciati e il Capodanno kazako del 22 marzo.
- Durata
- 12 giorni / 11 notti
- Periodo migliore
- Mar
- Alloggi
- Hotel e campo di gher riscaldate
- Trasporti
- Voli interni, furgoni UAZ, cavalli facoltativi
- Difficoltà
- Media: notti fredde, cavalcate facoltative
- Domande su questo viaggio?
- Scrivici: ti risponde chi organizza il viaggio. info@example.com
- Visti e norme
- I cittadini italiani e della maggior parte dei paesi UE possono entrare in Mongolia senza visto per soggiorni fino a 30 giorni. Il passaporto deve avere una validità residua di almeno 6 mesi dall’ingresso. Altre nazionalità: verificare presso l’ambasciata della Mongolia.
- Vaccinazioni
- Nessuna vaccinazione obbligatoria per la Mongolia.
- Viaggiare sicuri
- Informazioni aggiornate su sicurezza, salute e documenti di ingresso: Viaggiare Sicuri – Mongolia
Il viaggio
Il Navrus, o Nauryz, è la festa dell’equinozio di primavera. Nasce nell’antica Persia, ai tempi dei riti zoroastriani, e il suo nome significa semplicemente “nuovo giorno”, il primo giorno dell’anno nuovo. Diversi paesi lo celebrano ancora, e in Mongolia sopravvive tra i kazaki dei Grandi Altai, una comunità musulmana dell’estremo ovest, proprio dove la Mongolia confina con la Russia e la Cina. Ogni 22 marzo tutta la città di Ölgii, capoluogo della provincia del Bayan-Ölgii, scende in strada a festeggiarlo.
È un viaggio breve, e una Mongolia che pochi visitatori conoscono. L’inverno sta finendo e la vita all’aperto riprende. Di giorno di solito si sta poco sopra lo zero e di notte gela ancora, ma l’aria è così secca che il freddo si sopporta senza fatica. Prima della festa passiamo quasi tutta la settimana in montagna con i cacciatori con l’aquila, poi torniamo in città per il grande giorno.
Da Ulaanbaatar un lungo volo interno ci porta dall’altra parte del paese, a Ölgii (1.770 m). La prima uscita è a Khatuu, dove gli uomini dell’età del bronzo hanno inciso nella roccia animali e scene di lavoro quotidiano. Poco lontano c’è il lago Tolbo (2.210 m), in questa stagione ancora ghiacciato: camminiamo sulla sua superficie e guardiamo le mille sfumature di azzurro e di bianco del ghiaccio.
La base per i giorni in montagna è un campo di gher montato apposta per noi vicino al villaggio di Sagsai (1.713 m), in una valle riparata lungo il fiume, che prende il sole del mattino. A pranzo le famiglie kazake ci aprono le loro case semplici e calde, e le nostre cuoche condividono le loro cucine. Chi vuole cavalcare esce con i cacciatori su cavalli tranquilli, sempre affiancato da cavalieri esperti. Chi preferisce non salire in sella li segue con i nostri robusti furgoni UAZ e fa brevi camminate. I cacciatori ci mostrano anche come addestrano le loro aquile. La sera ci sediamo intorno alla stufa della gher-cucina con una tazza di tè caldo, scambiando racconti con i cacciatori e le loro famiglie e scoprendo le loro usanze.
Lasciata la zona del fiume Turgen, gli UAZ guadano fiumi ghiacciati tra montagne di ogni colore, con molte soste per le foto. Incontriamo yak avvolti in coperte colorate contro il freddo e saliamo fino alle pendici del Tsengel Khairkhan, attraverso valli che si risvegliano lentamente dall’inverno, sotto cime innevate che toccano i 3.990 m.
Tornati a Ölgii è tempo di festa. Al mattino assistiamo ai preparativi: donne e bambini in abito tradizionale, cacciatori con le aquile e i cavalli, cammelli battriani dal pelo lungo che girano tra le gher montate in piazza. La festa si apre con canti e danze. Poi la sfilata: tutti i mestieri, carri addobbati, cantanti e artisti, sportivi, scolari e i diversi popoli della provincia, tutti in costume. Per ultimi arrivano i cacciatori a cavallo, con giacche di pelliccia, colbacchi di volpe e grossi guanti di cuoio, l’aquila appollaiata su un sostegno di legno fissato alla sella. Ci sono gare di tiro con l’arco, musica e, con un po’ di fortuna, il khöömii, il canto di gola mongolo.
Dopo il Navrus voliamo a Ulaanbaatar (1.350 m) per i templi buddhisti, i musei e il Palazzo d’Inverno del Bogd Khan, e ci spingiamo fino al parco nazionale di Khustain Nuruu, dove i takhi, i cavalli selvaggi di Przewalski, sono tornati a vivere nella steppa. Poi è il momento di rientrare, con la Mongolia nel cuore.
Quota di partecipazione
Incluso
- Tutti i pernottamenti
- Voli interni Ulaanbaatar–Ölgii–Ulaanbaatar
- Pasti al campo di gher
- Guida locale, autisti e cavalli
Non incluso
- Voli internazionali
- Assicurazione di viaggio
- Bevande e mance
Le quote sono indicative e vengono confermate nella scheda tecnica del viaggio. Le prenotazioni fatte meno di 10 giorni prima della partenza possono avere un costo maggiore: te lo comunichiamo al momento dell’iscrizione e, se lo ritieni eccessivo, puoi annullare senza penali.
Giorno per giorno
Giorno 1Arrivo a Ulaanbaatar
Accoglienza in aeroporto e prima serata tranquilla nella capitale.
Giorno 2Volo verso Ölgii
Un lungo volo interno attraverso tutto il paese fino a Ölgii (1.770 m). Notte in hotel.
Giorno 3Khatuu e il lago Tolbo
Incisioni rupestri dell’età del bronzo a Khatuu, poi una passeggiata sulla superficie ghiacciata del lago Tolbo (2.210 m).
Giorno 4Verso la valle di Sagsai
Il nostro campo di gher privato ci aspetta in una valle soleggiata e riparata vicino a Sagsai (1.713 m), la base per i giorni seguenti. Pranzo con una famiglia kazaka.
Giorno 5Con i cacciatori con l’aquila
A cavallo, su animali tranquilli, accanto ai cacciatori che fanno volare le loro aquile reali, oppure in UAZ e a piedi.
Giorno 6L’addestramento delle aquile
I cacciatori mostrano come si addestra una giovane aquila. La sera, tè vicino alla stufa con le loro famiglie.
Giorno 7Fiumi ghiacciati e yak
Attraverso fiumi ghiacciati verso il Tsengel Khairkhan, tra valli che si risvegliano dall’inverno sotto cime di quasi 4.000 m.
Giorno 8Rientro a Ölgii
Rientro in città e preparativi per la festa.
Giorno 9La festa del Navrus
Sfilate in abiti tradizionali, tiro con l’arco, musica e canto di gola, cammelli e cacciatori a cavallo con l’aquila.
Giorno 10Volo per Ulaanbaatar
Rientro nella capitale: monastero di Gandan e Palazzo d’Inverno del Bogd Khan.
Giorno 11Parco nazionale di Khustai
Escursione per vedere i takhi, i cavalli selvaggi di Przewalski.
Giorno 12Partenza
Trasferimento in aeroporto.
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