Festival delle Aquile

Due giornate al Festival delle Aquile di Ölgii, poi laghi glaciali, arte rupestre e le valli kazake degli Altai.

Durata
13 giorni / 12 notti
Periodo migliore
Ott
Alloggi
Hotel e gher dei nomadi
Trasporti
Voli interni e fuoristrada UAZ
Difficoltà
Media: mattine fredde, piste sterrate
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Visti e norme
I cittadini italiani e della maggior parte dei paesi UE possono entrare in Mongolia senza visto per soggiorni fino a 30 giorni. Il passaporto deve avere una validità residua di almeno 6 mesi dall’ingresso. Altre nazionalità: verificare presso l’ambasciata della Mongolia.
Vaccinazioni
Nessuna vaccinazione obbligatoria per la Mongolia.
Viaggiare sicuri
Informazioni aggiornate su sicurezza, salute e documenti di ingresso: Viaggiare Sicuri – Mongolia

Il viaggio

Tredici giorni costruiti attorno a un evento: il Festival delle Aquile, che si tiene ogni autunno nell’estremo ovest della Mongolia. Voliamo sui monti Altai e restiamo tra i kazaki che tengono viva questa tradizione, poi esploriamo i laghi, i ghiacciai e i siti antichi della regione. Un’estensione facoltativa prosegue nella Mongolia centrale e nel Gobi.

Dopo una breve sosta a Ulaanbaatar voliamo a ovest, fino al confine del paese, nel Bayan-Ölgii: una terra dura e bellissima dove i pastori kazaki vivono ancora secondo le usanze nomadi più antiche. Quando possibile passiamo una giornata ospiti di una famiglia del posto per ascoltare la loro storia. Poi due giornate intere di festival a Ölgii: gare a cavallo, aquile richiamate dalle colline dai loro padroni, tiro con l’arco e prove di abilità tra i cacciatori e le loro aquile reali. È un’occasione rara per incontrare una cultura antica ancora autentica, lontana dai soliti percorsi turistici. Dormiamo nelle gher tradizionali e condividiamo la vita quotidiana dei pastori. Il festival non è messo in scena per i visitatori: è un ritrovo della comunità, una festa dell’identità kazaka e il modo in cui i giovani imparano a lavorare con gli animali e con la terra.

I cacciatori non allevano mai le loro aquile. Prendono un giovane esemplare da un nido in alto tra le rocce, sempre una femmina, perché le femmine sono più grandi, più forti e più aggressive dei maschi. L’addestramento comincia subito e richiede tempo, pazienza e vicinanza: l’aquila vive con il suo cacciatore, dorme accanto a lui, impara la sua voce, vola a comando e ritorna. Per i kazaki il legame va oltre l’utilità: l’aquila è parte della famiglia, una compagna e un prolungamento della forza del cacciatore. Dopo una decina d’anni, quando è adulta e può riprodursi, viene liberata. Il distacco non è mai facile. C’è una piccola cerimonia, un ultimo pasto insieme, qualche parola sottovoce, e poi l’aquila vola via, libera.

Dopo il festival ci addentriamo nella Mongolia occidentale, una regione remota e potente dove domina la natura e le tracce dei popoli del passato sono ovunque. Il parco nazionale Altai Tavan Bogd è un museo a cielo aperto: nelle valli punteggiate di gher troviamo incisioni rupestri, pitture nelle grotte, statue di pietra di epoca turca e tombe kazake intatte. Vicino al lago Khoton cerchiamo Aral Tolgoi, uno dei siti archeologici più belli della zona. Seguiamo le rive del Khoton e del Khurgan, due laghi glaciali collegati in cui si specchiano le Cinque Vette Sante, le più alte degli Altai, tra cui il Khüiten, che con i suoi 4.374 m è la cima della Mongolia.

Poco più a est si trova il lago Tolbo, ampio e circondato da colline rocciose. Da lì proseguiamo verso il parco dello Tsambagarav e la valle di Namarjin, dove piccoli gruppi di pastori kazaki si spostano ancora con le stagioni, e saliamo verso i ghiacciai dello Tsambagarav, montagna sacra di oltre 4.200 m e una delle più ricche di leggende della regione. Poi rientriamo a Ölgii per il volo verso Ulaanbaatar, dove visitiamo i monasteri e i mercati della capitale.

L’estensione facoltativa mostra una Mongolia molto diversa, fatta di steppe, crateri vulcanici, canyon e sabbia. Da Ulaanbaatar attraversiamo l’altopiano centrale fino alla montagna sacra di Khognokhan, all’antica capitale Kharkhorin con il monastero murato di Erdene Zuu e i suoi 108 stupa, e al lago vulcanico Terkhiin Tsagaan sotto il cratere del Khorgo. Saliamo a piedi al monastero di montagna di Tövkhön e scendiamo a sud fino a Ongi, dove i monasteri distrutti negli anni ’30 sono ancora in rovina. Per ultimo il Gobi: i giacimenti di fossili di Bayanzag, le grandi dune di Khongoryn Els e la valle di Yol, il cui canyon conserva pareti di ghiaccio anche d’estate.

Quota di partecipazione

Incluso

  • Tutti i pernottamenti
  • Voli interni
  • Ingresso al festival
  • Guida locale e autisti

Non incluso

  • Voli internazionali
  • Assicurazione di viaggio
  • Bevande e mance
  • Estensione facoltativa nel Gobi

Le quote sono indicative e vengono confermate nella scheda tecnica del viaggio. Le prenotazioni fatte meno di 10 giorni prima della partenza possono avere un costo maggiore: te lo comunichiamo al momento dell’iscrizione e, se lo ritieni eccessivo, puoi annullare senza penali.

Giorno per giorno

Giorno 1Arrivo a Ulaanbaatar

Accoglienza in aeroporto e primo sguardo alla capitale.

Giorno 2Volo per Ölgii

Verso ovest fino al Bayan-Ölgii, terra della comunità kazaka della Mongolia.

Giorno 3Una giornata con una famiglia kazaka

Quando possibile, passiamo la giornata ospiti di una famiglia del posto.

Giorno 4Festival delle Aquile, primo giorno

Sfilata di apertura, aquile richiamate dalle colline, gare a cavallo.

Giorno 5Festival delle Aquile, secondo giorno

Tiro con l’arco, giochi tradizionali e le gare finali.

Giorno 6Verso Tsengel

Trasferimento verso le alte valli degli Altai.

Giorno 7Aral Tolgoi e il lago Khoton

Incisioni rupestri, statue di pietra e tombe kazake nel parco Altai Tavan Bogd.

Giorno 8I laghi Khoton e Khurgan

Due laghi glaciali collegati ai piedi delle Cinque Vette Sante.

Giorno 9Il lago Tolbo

Verso est fino al grande lago tra colline rocciose.

Giorno 10La valle di Namarjin

Piccoli accampamenti di pastori kazaki sotto i ghiacciai dello Tsambagarav.

Giorno 11Rientro a Ölgii

Rientro in città per l’ultima sera nell’ovest.

Giorno 12Volo per Ulaanbaatar

Monasteri e mercati della capitale.

Giorno 13Partenza

Trasferimento in aeroporto, oppure si prosegue con l’estensione nel Gobi.

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